martedì 1 settembre 2026
Venticinque
Mezzanotte e quattordici. Ho venticinque anni da quattordici minuti e li sto passando a guardare il soffitto.
Ho deciso di cominciare un diario. Non quelli con il lucchetto che avevo alle medie, che poi perdevo la chiave e lo aprivo con la forbice. Uno vero, dove scrivo tutti i giorni, anche quando non ho niente da dire.
Venticinque è un numero strano. Abbastanza per non essere più una ragazzina, troppo poco per sapere cosa fare da grande. Io lo so, cosa voglio fare. È che non l'ho mai detto ad alta voce senza ridere subito dopo, per paura che ridessero gli altri.
Lo scrivo qui, così almeno resta: voglio fare musica. Sul serio.
— Rosa