Il blog di Rosa

il diario di come provo a fare musica davvero

venerdì 6 novembre 2026

Tre righe

13:48 · in pausa · umore: indecisa

Ho provato a descrivermi in tre righe.

Prima versione: troppo seria, sembrava una lettera per un colloquio.
Seconda: troppo simpatica, sembrava una che si sforza.
Terza: «una voce, una chitarra e molte cose ancora da dire». La tengo. Non perché sia perfetta, ma perché la pausa finisce tra quattro minuti.

— Rosa

venerdì 6 novembre 2026

Venerdì, prima del turno

07:12 · casa · umore: assonnata

Hanno acceso i termosifoni nel palazzo e io ho ricominciato a starnutire alle sei e mezza. Sette starnuti di fila. Li ho contati perché a un certo punto mi è sembrato un record.

La moka è sul fuoco, io sono davanti alla finestra con il naso rosso e il palazzo di fronte che si sveglia una finestra alla volta. Qualcuno al terzo piano fa ginnastica con la tapparella mezza giù. Lo vedo solo dalle ginocchia in giù, tutte le mattine. Non saprò mai che faccia ha.

Il caffè lo dimenticherò sul davanzale, lo so già. Lo bevo freddo da anni e ormai mi piace così.

Ho deciso il giorno, ieri sera. Lo scrivo stasera, se non cambio idea sul tram.

— Rosa

martedì 3 novembre 2026

Le foto

19:05 · in tram · umore: indecisa

Ho fatto delle foto per il profilo nuovo. Le ho guardate tutte sul tram e in tutte sembro un'altra. Troppo ferma, troppo pettinata, troppo «guardatemi».

Le rifaccio. Voglio che chi arriva veda me in una giornata qualunque, non me alla festa di qualcun altro.

— Rosa

domenica 1 novembre 2026

Ognissanti

12:20 · casa · umore: raccolta

Primo novembre. A casa dei miei oggi si va a portare i fiori, si sta in silenzio davanti a nomi che conosco dai racconti.

Io sono qui. Ho acceso una candela sul tavolo, che non è la stessa cosa ma è qualcosa. Ho pensato a chi non c'è più e a chi c'è ma è lontano. Poi ho messo su un disco, piano.

— Rosa

sabato 31 ottobre 2026

Halloween

23:30 · casa · umore: divertita

Halloween. Nel palazzo hanno suonato tre volte bambini travestiti. Non avevo caramelle. Ho dato a un piccolo vampiro una clementina e mi ha guardata con un disprezzo che non dimenticherò.

Io ero travestita da me stessa: felpa, occhiali, quaderno. Faccio paura uguale.

— Rosa

mercoledì 28 ottobre 2026

Decisione

22:50 · sul letto · umore: agitata

Ci penso da settimane e stasera ho deciso: apro un profilo nuovo, solo per la musica. Ci racconto cosa succede mentre provo a fare questa cosa sul serio.

Non lo apro subito. Mi do qualche giorno per prepararmi, per non scappare. Giulia dice che se aspetto troppo trovo una scusa. Ha ragione. Ha sempre ragione, ed è insopportabile.

— Rosa

domenica 25 ottobre 2026

Domenica, di nuovo

21:15 · cucina · umore: meglio

Mia madre ha sentito dalla voce che ieri non era una buona giornata. Le mamme hanno un radar che funziona anche via telefono, anche da lontano.

Non mi ha chiesto niente. Mi ha raccontato del vicino che ha litigato con il gatto. Mezz'ora di gatto. Era esattamente quello che mi serviva.

— Rosa

sabato 24 ottobre 2026

Giornata no

15:30 · casa · umore: giù

Oggi giornata no. Non è successo niente di grave, è proprio questo il problema: non è successo niente.

Ho dormito fino a mezzogiorno, ho mangiato i cereali senza latte perché il latte era finito, ho guardato la chitarra e la chitarra ha guardato me. Nessuno dei due ha fatto il primo passo.

Lo scrivo lo stesso, perché un diario dove ci sono solo i giorni belli è una pubblicità.

— Rosa

mercoledì 21 ottobre 2026

Il memo

23:10 · sul letto · umore: emozionata

Ho registrato la canzone intera sul telefono. Voce e chitarra, in camera, con il frigo che ronza nella stanza accanto e un'ambulanza a metà del secondo ritornello.

L'ho riascoltata sette volte. Alla terza mi faceva schifo. Alla settima mi è venuta la pelle d'oca. Non so quale delle due sia la verità. Forse tutte e due.

— Rosa

domenica 18 ottobre 2026

La pianta

20:00 · casa · umore: sorpresa

La pianta è ancora viva. Sei settimane. È un record personale.

Ha messo una foglia nuova, piccolissima, arrotolata. L'ho guardata come si guarda una cosa che non ti aspettavi. Forse anche lei non sa stare al sole e se la cava lo stesso.

— Rosa

venerdì 16 ottobre 2026

Freddo

07:20 · cucina · umore: raffreddata

Fa freddo in casa. I termosifoni del palazzo non sono ancora partiti e io dormo con le calze di lana e la sciarpa, come una nonna.

Ho la gola che gratta. Oggi niente canto, solo tè e miele. Riposo vocale, lo chiamano. Io lo chiamo stare zitta, che per me è la cosa più difficile del mondo.

— Rosa

martedì 13 ottobre 2026

Paura

18:30 · in tram · umore: fragile

Martedì, psicologa. Oggi le ho detto la verità: ho paura di cantare davanti alle persone. Non di sbagliare le note. Ho paura che mi guardino mentre canto cose vere.

Mi ha chiesto: e se le guardassi tu, le persone? Non ci avevo mai pensato. Ci penso da due ore.

— Rosa

sabato 10 ottobre 2026

Sabato

17:20 · in giro · umore: contenta

Sabato pomeriggio a piedi, senza meta. Milano in ottobre ha una luce che ti fa perdonare tutto il resto, anche l'affitto.

Mi sono fermata a sentire un ragazzo che suonava la chitarra davanti a una galleria. Suonava benissimo e nessuno si fermava. Gli ho lasciato quello che avevo in tasca e una frase: «Continua.» Non so se la dicevo a lui.

— Rosa

mercoledì 7 ottobre 2026

Il ritornello

22:30 · sul letto, con gli occhiali · umore: agitata

Ho scritto il ritornello. Poi l'ho cancellato. Poi l'ho riscritto quasi uguale, ma con una parola diversa, e adesso funziona.

È così che lavoro: cambio una parola e cambia tutto, come quando sposti un mobile di dieci centimetri e la stanza sembra un'altra.

Ho gli occhiali sul naso e i ricci tirati su con una matita. Se qualcuno mi vedesse adesso non penserebbe mai «ecco una cantante». Penserebbe «ecco una che deve andare a dormire».

— Rosa

domenica 4 ottobre 2026

Ottobre

19:40 · casa · umore: tranquilla

Domenica. Telefonata di mia madre, puntuale. Questa volta le ho detto che stavo cucinando, ed era vero: zucchine. Bruciate, ma era vero.

È arrivato ottobre senza chiedere permesso. Ho tirato fuori il cardigan grigio dall'armadio. Odora di naftalina e di inverni passati.

— Rosa

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