martedì 1 settembre 2026
Ventinove
Mezzanotte e quattordici. Ho ventinove anni da quattordici minuti e li sto passando a guardare il soffitto.
Ho deciso di cominciare un diario. Non quelli con il lucchetto che avevo alle medie, che poi perdevo la chiave e lo aprivo con la forbice. Uno vero, dove scrivo tutti i giorni, anche quando non ho niente da dire.
Ventinove è un numero strano. L'ultimo prima dei trenta: troppi per dire «ho tempo», troppo pochi per arrendersi. Io lo so, cosa voglio fare. È che non l'ho mai detto ad alta voce senza ridere subito dopo, per paura che ridessero gli altri.
Lo scrivo qui, così almeno resta: voglio fare musica. Sul serio.
— Rosa